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Gli storici maggiormente accreditati fanno risalire l’origine di Colonnella al periodo preistorico (intorno al 5000 a.C.) come è stato confermato dal rinvenimento di numerosi reperti archeologici, quali oggetti litici e fittili. Nel periodo preromano, i Liburni venuti dalla Dalmazia, eressero nella foce orientale del fiume Tronto, nei pressi dell’attuale territorio di Colonnella, il piccolo centro di Truentum, importante centro commerciale marittimo che man mano si sviluppò e divenne una cittadina ricca, anche sotto il periodo romano, di opifici per la fabbricazione della porpora e per la tessitura e la tintoria delle lane.Secondo alcune notizie storiche è probabile che Truentum si collegasse mediante un ponte di barche ad un sobborgo chiamato Castrum Truentum (per l’esattezza di un castello fortificato) probabilmente posto nei territori degli attuali centri di Porto d’Ascoli e Villa Rosa. Secondo altre fonti storiche il nucleo abitativo di Truentum era insediato nella zona di Colonnella, mentre Castrum Truentum sorgeva nella parte bassa dov’erano le industrie porporarie. Plinio il Vecchio nella notissima “Naturalis Historia” informa che Truentum fu l’ultimo centro in Italia rimasto ai Liburni. Quando i romani, vinti i Piceni, si impadronirono di Truentum, la fortificarono e ne fecero una stazione navale militare. Silio Italico, poeta del primo secolo d.C. accenna nei suoi scritti alle Torri Truentine, di cui molte di forma circolare. Molti ruderi ne confermano l’esistenza nei confini tra le Marche e l’Abruzzo. Sotto l’egemonia dei Romani Truentum prosperò e divenne il più diretto scalo adriatico per raggiungere Roma. Dopo un lungo periodo di splendore, Truentum iniziò un’epoca discendente, in concomitanza con la caduta dell’Impero Romano d’occidente (476 d.C.). Divenne poi sede militare di un capo longobardo di nome Gastaldo. I Goti prima e i Longobardi, poi, devastarono Truentum, venne anche smantellato lo scalo marittimo.Secondo altre fonti storiche, è possibile che la totale distruzione dell’antichissima città avvenne anteriormente alla discesa di Carlo Magno intorno al 775. Le popolazioni scampate, disperse nelle aree circostanti diedero origine a piccole borgate che nel tempo divennero: Acquaviva, Colonnella, Civitella del Tronto, Monteprandone, San Benedetto del Tronto Carlo III, Re di Napoli, cedette Colonnella ai Vescovi Conti di Ascoli. Sotto il Regno di Alfonso V d’Aragona, Re di Napoli, il territorio e la fortezza di Colonnella vennero vendute da Giosia d’Acquaviva di Atri a Francesco Sforza, come compenso per l’aiuto di quest’ultimo nella riconquista delle cittadine di Atri e Teramo e del castello di Silvi. Dopo essere stata sotto il dominio degli Ascolani, Colonnella venne “liberata” da Conti Aprutini, conobbe pesanti conseguenze tra la guerra Franco-Pontificia e quello del Reame di Napoli.
Annessa al Regno di Napoli, Colonnella assunse una certa importanza militare.
Guidata dal brigante Ciammarichella, la popolazione di Colonnella insorse contro l’odioso dominio dei francesi, iniziato nel 1796. Il centro venne annesso al Regno delle Due Sicilie.
Nel 1833 a Colonnella soggiornò sul letto di ottone (ancora esistente) il Re Ferdinando II di Borbone, anche Vittorio Emanuele II, dopo l’unificazione del Regno d’Italia, soggiornò a Colonnella. Nel periodo fascista, il generale Pietro Badoglio, maresciallo d’Italia e vice Re d’Etiopia, soggiornò più volte presso il palazzo dell’amico Gaetano Grilli. Lo stesso Badoglio, nel 1938 inaugurò l’edificio scolastico tuttora esistente. Negli anni della seconda guerra mondiale, Colonnella divenne uno dei maggiori centri di presidio delle truppe tedesche. Venne liberata dagli Anglo-Americani nel giugno 1944. Con D.P.R. n. 460 del 18 marzo 1963 la circoscrizione comunale venne divisa territorialmente per la erezione a Comune della frazione di Martinsicuro.

 

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